E dopo tanta fatica ti siedi stanco a riflettere.  

 

Pensi a 1500 persone che sono entrate, tante di loro per la prima volta, con curiosità e titubanza in un Convento e sono state accolte come in una casa, condividendo il profondo senso di fraternità francescana, con il dolce saluto "Pace e bene".  

Pensi che sono rimaste affascinate, si sono ubriacate gli occhi di semplicità e bellezza e il cuore di parole leggiadre e profonde.

Pensi che tutti sono usciti con il sorriso sulle labbra, con gratitudine, con commozione e si sono avvicinati dicendo "Più che una visita è stata un’esperienza".

Pensi a tutti quelli che non avevano altra parola se non "Grazie" e magari con una lacrima agli occhi. 

Pensi alla fatica di preparare queste giornate così delicate in cui il Convento si è offerto a tutti, italiani e stranieri, per ricevere e donare secondo lo spirito di San Francesco.  

Pensi ai tanti volontari che si sono spesi infaticabili, pensi alle guide che con umiltà e timore hanno affrontato questo grande compito e ne sono uscite ricche non solo di arte e storia, ma soprattutto di prorompente umanità.  

Pensi ai bambini, vero futuro di questo luogo che amano, alle classi scolastiche che lo hanno studiato: al desiderio di conservarlo e curarlo per lasciarlo in eredità a queste nuove generazioni in un’epoca così difficile.  

Pensi ai confratelli che hanno condiviso queste impegnative giornate rinunciando ad altri incarichi a cui erano chiamati.  

Pensi alla gente di Monterosso, qualcuno è salito al colle per entrare in Convento dopo anni, qualcuno ha varcato l’uscio per la prima volta ed ha trovato il saluto francescano "Pace e Bene" ad accoglierlo.  

Pensi che una goccia è stata gettata, che è un punto di partenza, una pietra miliare, una riflessione. La netta sensazione che qualcosa di importante è successo, qualcosa che ha cambiato la storia di questo luogo.  

Pensi al tuo cuore che batte, e ringraziando il Signore, puoi dormire e riposarti colmo di gioia e di ricchezza nuova.

 

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