Pace e Bene

Il semplice saluto francescano è di benvenuto per pellegrini e visitatori che salgono a piedi sul colle per raggiungere la piccola chiesa e il silenzioso convento dei Frati Cappuccini che lì vivono e pregano da oltre quattro secoli.

CONVENTO FRATI CAPPUCCINI
NOTIZIE IN PRIMO PIANO

Convento Monterosso

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Aprile 25, 2026

Monterosso al Mare – Convento frati cappuccini  Venerdì 1 e sabato 2 maggio 2026 LE SCINTILLE DI SAN FRANCESCO Visite gu

Convento Monterosso

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Aprile 9, 2026

Prossimo appuntamento online dal  Convento all’interno del percorso annuale di ritiri spirituali “La potenza silenziosa

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Marzo 16, 2026

15-18 luglio 2026 – Convento Cappuccini Monterosso CAMMINARE DENTRO Tre giorni di trekking meditativo sui sentieri delle

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Marzo 15, 2026

Dopo la bellissima esperienza dello scorso anno, proponiamo una nuova tappa del Cammino dei Cappuccini nel cuore delle M

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PUBBLICAZIONI
Convento Monterosso

Quattro secoli di devozione, comunità e cultura nelle Cinque Terre (1618-2018)

A cura di Alberto Cipelli e Andrea Lercari
Sagep Genova, 2019

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COME AIUTARCI
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Il Convento porta avanti tutte le attività e si sostiene attraverso la generosità di molte persone

Il convento vive delle generosità delle persone. Se gradisci lasciare un tuo contributo, qualunque esso sia, te ne siamo grati. Anche ogni piccolo aiuto può essere prezioso.

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DICONO DI NOI

GUESTBOOK

Per il viandante della vita Monterosso è un’oasi dove ci si rifocilla di serenità e buone meditazioni per proseguire correttamente il cammino. Con l’aiuto indispensabile di Padre Renato è come avere la Google Maps della Vita. Grazie

Paolo e Chicca – Milano

4 febbraio 2018

“La vita è un viaggio. Le fermate migliori sono le persone speciali”… che dire, questa fermata speciale a Monterosso da Fra Renato ci voleva proprio. Grazie per averci fatto il dono di conoscere te e questo meraviglioso posto.

Mariella, Gianni e Nicola

4 gennaio 2018

L’amore che abbiamo sentito raccontare è stato motivo come sempre di incontro, condivisione e percorso di crescita continua. E’ la “MOLLA” che ogni volta ci permette di varcare il portone di questo magnifico convento.

Maria Vittoria e Rosanna – Milano

15 ottobre 2017

Grazie, Signore per questi giorni. Ti porto con me nelle giornate che verranno, ti porto con me con gioia. Non trovo le parole per esprimere queste emozioni.
Grazie, padre Renato.

Silvana – Milano

15 ottobre 2017

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Sono ripresi gli appuntamenti annuali della scuola di Sguardo, scrittura e bellezza in collaborazione con l'Università Milano Bicocca e curati dalla professoressa Emanuela Mancino.

Con aprile (dal 24 al 26) si sono riaperti i seminari residenziali presso il Convento dei Cappuccini di Monterosso, che ci ospita e fa parte di un percorso sempre più bello.

E' un aggettivo abusato, ma tanto vero e profondo.

E quindi eccoci qui, per fare un po' di bene alle parole, per fare un po' di parole che fanno bene.

Radunati in questo perimetro di silenzio per consegnarci storie, come pane comune. In questo compito misterioso del tenerci insieme, in una fratellanza e sorellanza di inchiostro, in un tempo, durato tre giorni, che ci fa coincidere.

Una pausa di salvezza nel mondo, cercando storie private, incontrando storie di noi. In questo tempo di buio, stare presso gli uni agli altri, luminosi istanti di attenzione, re-imparando lo sguardo, nel segno di parole fatte a mano.

I seminari sono aperti a tutti. Per partecipare scopri le prossime date sul sito del convento
... Vedi altroVedi meno

Sono  ripresi gli appuntamenti annuali della scuola di Sguardo, scrittura e bellezza in collaborazione con lUniversità Milano Bicocca e curati dalla professoressa Emanuela Mancino. 

Con aprile (dal 24 al 26) si sono riaperti  i seminari residenziali presso il Convento dei Cappuccini di Monterosso, che ci ospita e fa parte di un percorso sempre più bello.

E un aggettivo abusato, ma tanto vero e profondo.

E quindi eccoci qui, per fare un po di bene alle parole, per fare un po di parole che fanno bene.

Radunati in questo perimetro di silenzio per consegnarci storie, come pane comune. In questo compito misterioso del tenerci insieme, in una fratellanza e sorellanza di inchiostro, in un tempo, durato tre giorni, che ci fa coincidere.

Una pausa di salvezza nel mondo, cercando storie private, incontrando storie di noi. In questo tempo di buio, stare presso gli uni agli altri, luminosi istanti di attenzione, re-imparando lo sguardo, nel segno di parole fatte a mano.

I seminari sono aperti a tutti. Per partecipare scopri le prossime date sul sito del convento

Venerdì 1 e sabato 2 maggio 2026
LE SCINTILLE DI SAN FRANCESCO
Visite guidate agli ambienti del convento

In occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi (1226-2026) siamo invitati a riflettere su quale possa essere l’eredità che egli ci ha lasciato. Cosa ci può dire ancora oggi che possa valere per la nostra vita? Lasciamoci accendere dalle sue scintille che ci verranno consegnate lungo il percorso dentro gli ambienti del convento rimasti quasi intatti dal XVII secolo e che ci raccontano la giornata dei frati, le loro occupazioni manuali e le loro preghiere. Entriamo in silenzio per incontrare e sperimentare dal vivo i valori di semplicità, carità e gioia fraterna.

Dalle 10 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 17.00
ingresso ogni 20 minuti (non è necessaria la prenotazione)

Durante il percorso di visita si scopriranno i valori francescani e la vita comunitaria che Francesco ha proposto ai suoi frati. Francesco era fuori degli schemi, era un ribelle stando nelle regole, un creativo stando dentro la Chiesa, un rivoluzionario seguendo il Vangelo, ha cambiato tutto senza cambiare nulla. Entrando in un luogo francescano, non si incontra subito qualcosa di grandioso. Non ci sono architetture ricchissime, luci abbaglianti, né parole che si impongono. C’è, piuttosto, qualcosa di più sottile. Come una scintilla. Una scintilla è quasi niente: un punto di luce che potrebbe spegnersi con un soffio. Eppure, se trova spazio, può diventare fuoco, calore e accendere la vita. È così che possiamo avvicinarci a San Francesco. Non come a un incendio che travolge, ma come a una scintilla che accende. Francesco guardava il mondo in questo modo: non cercava il grande, ma il vivo. Non ciò che impressiona, ma ciò che arde nella semplicità e nel silenzio. Chiamava il fuoco “fratello”, perché sapeva che anche nella materia più semplice può abitare una luce. E forse è proprio questo che ci lascia, ancora oggi: non una certezza da possedere, ma una scintilla da custodire. E di queste scintille San Francesco ne ha accese tante, ha innescato processi, ha ribaltato il modo di guardare e di stare nel mondo. In ogni ambiente verrà donata ai visitatori una piccola scintilla francescana da portare a casa, da tenere accesa nella propria vita e da donare a tutti coloro che incontrerete sul proprio cammino. Piccole scintille… ciascuna abbastanza fragile da chiedere cura, abbastanza viva da continuare a illuminare.
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Venerdì 1 e sabato 2 maggio 2026
LE SCINTILLE DI SAN FRANCESCO
Visite guidate agli ambienti del convento 

In occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi (1226-2026) siamo invitati a riflettere su quale possa essere l’eredità che egli ci ha lasciato. Cosa ci può dire ancora oggi che possa valere per la nostra vita? Lasciamoci accendere dalle sue scintille che ci verranno consegnate lungo il percorso dentro gli ambienti del convento rimasti quasi intatti dal XVII secolo e che ci raccontano la giornata dei frati, le loro occupazioni manuali e le loro preghiere. Entriamo in silenzio per incontrare e sperimentare dal vivo i valori di semplicità, carità e gioia fraterna.

Dalle 10 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 17.00
ingresso ogni 20 minuti  (non è necessaria la prenotazione) 

Durante il percorso di visita si scopriranno i valori francescani e la vita comunitaria che Francesco ha proposto ai suoi frati. Francesco era fuori degli schemi, era un ribelle stando nelle regole, un creativo stando dentro la Chiesa, un rivoluzionario seguendo il Vangelo, ha cambiato tutto senza cambiare nulla. Entrando in un luogo francescano, non si incontra subito qualcosa di grandioso. Non ci sono architetture ricchissime, luci abbaglianti, né parole che si impongono. C’è, piuttosto, qualcosa di più sottile. Come una scintilla. Una scintilla è quasi niente: un punto di luce che potrebbe spegnersi con un soffio. Eppure, se trova spazio, può diventare fuoco, calore e accendere la vita. È così che possiamo avvicinarci a San Francesco. Non come a un incendio che travolge, ma come a una scintilla che accende. Francesco guardava il mondo in questo modo: non cercava il grande, ma il vivo. Non ciò che impressiona, ma ciò che arde nella semplicità e nel silenzio. Chiamava il fuoco “fratello”, perché sapeva che anche nella materia più semplice può abitare una luce. E forse è proprio questo che ci lascia, ancora oggi: non una certezza da possedere, ma una scintilla da custodire. E di queste scintille San Francesco ne ha accese tante, ha innescato processi, ha ribaltato il modo di guardare e di stare nel mondo.  In ogni ambiente verrà donata ai visitatori una piccola scintilla francescana da portare a casa, da tenere accesa nella propria vita e da donare a tutti coloro che incontrerete sul proprio cammino. Piccole scintille… ciascuna abbastanza fragile da chiedere cura, abbastanza viva da continuare a illuminare.

Tre giorni di condivisione e confronto in dialogo, uniti nella pace

Il ritiro residenziale appena trascorso “Una sola voce, la preghiera come ricerca di Dio nel cuore delle religioni” ha portato in Convento una esperienza di grande intensità. Con Shahrzad Houshmand Zadeh, teologa musulmana Daniele Liberanome, membro del Consiglio della Comunità Ebraica di Firenze, Luca Pouchain, membro Ist. Buddista Italiano Soka Gakkai e fra Renato del convento, ci siamo addentrati nella preghiera è nutrimento per le diverse religioni.

Un dialogo ecumenico che oggi è molto più di un confronto fra dottrine: è un incontro di sguardi, un lento avvicinarsi tra storie e fedi che imparano a riconoscersi senza confondersi. In un mondo attraversato da guerre, fanatismi, fratture e paure, le religioni possono scegliere di non essere confine, ma soglia; non muro, ma ponte.

Le differenze non sono un ostacolo da eliminare, ma una ricchezza da abitare. Ogni tradizione custodisce un nome, un volto, una via verso il divino; eppure, nel profondo, tutte convergono verso un orizzonte comune: il bene, la compassione, la bellezza, la dignità dell’uomo e la pace. È lì che le distanze si accorciano, dove le parole cambiano ma il cuore resta simile. Papa Francesco ci ricordava che «le religioni non sono un problema, ma parte della soluzione», e che la diversità stessa può essere letta come una forma di sapienza. Non si tratta di rinunciare alla propria identità, ma di viverla senza paura, aprendola all’incontro. Perché è solo nell’incontro che nasce la pace. Lo aveva fatto anche san Francesco. Così, pur chiamando Dio con nomi diversi, le religioni possono camminare insieme come viandanti sulla stessa terra, portando ciascuna una parte della luce. E quando queste luci non si oppongono, ma si accostano, illuminano un cammino comune: quello di un’umanità più fraterna, capace di trasformare la differenza in armonia e la fede in gesto concreto di solidarietà, i contrasti in un universale gesto di pace.

Grazie ai relatori, alla capacità di accoglierci, di cercare le strade comuni, solidali; grazie a coloro che hanno partecipato e condiviso gli sguardi; grazie a fra Angelo Borghino, padre provinciale della neo Provincia di san Francesco dei frati Cappuccini di Liguria, Lombardia e Piemonte che ha condiviso la conclusione di questa tre giorni in una grande testimonianza di fraternità e di urgente desiderio di pace.
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Tre giorni di condivisione e confronto in dialogo, uniti nella pace

Il ritiro residenziale appena trascorso “Una sola voce, la preghiera come ricerca di Dio nel cuore delle religioni” ha portato in Convento una esperienza di grande intensità. Con Shahrzad Houshmand Zadeh, teologa musulmana Daniele Liberanome, membro del Consiglio della Comunità Ebraica di Firenze, Luca Pouchain, membro Ist. Buddista Italiano Soka Gakkai e fra Renato del convento, ci siamo addentrati nella preghiera è nutrimento per le diverse religioni.

Un dialogo ecumenico che oggi è molto più di un confronto fra dottrine: è un incontro di sguardi, un lento avvicinarsi tra storie e fedi che imparano a riconoscersi senza confondersi. In un mondo attraversato da guerre, fanatismi, fratture e paure, le religioni possono scegliere di non essere confine, ma soglia; non muro, ma ponte.

Le differenze non sono un ostacolo da eliminare, ma una ricchezza da abitare. Ogni tradizione custodisce un nome, un volto, una via verso il divino; eppure, nel profondo, tutte convergono verso un orizzonte comune: il bene, la compassione, la bellezza, la dignità dell’uomo e la pace. È lì che le distanze si accorciano, dove le parole cambiano ma il cuore resta simile. Papa Francesco ci ricordava che «le religioni non sono un problema, ma parte della soluzione», e che la diversità stessa può essere letta come una forma di sapienza. Non si tratta di rinunciare alla propria identità, ma di viverla senza paura, aprendola all’incontro. Perché è solo nell’incontro che nasce la pace. Lo aveva fatto anche san Francesco. Così, pur chiamando Dio con nomi diversi, le religioni possono camminare insieme come viandanti sulla stessa terra, portando ciascuna una parte della luce. E quando queste luci non si oppongono, ma si accostano, illuminano un cammino comune: quello di un’umanità più fraterna, capace di trasformare la differenza in armonia e la fede in gesto concreto di solidarietà, i contrasti in un universale gesto di pace.

Grazie ai relatori, alla capacità di accoglierci, di cercare le strade comuni, solidali; grazie a coloro che hanno partecipato e condiviso gli sguardi; grazie a fra Angelo Borghino, padre provinciale della neo Provincia di san Francesco dei frati Cappuccini di Liguria, Lombardia e Piemonte che ha condiviso la conclusione di questa tre giorni in una grande testimonianza di fraternità e di urgente desiderio di pace.

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Ciao padre Renato, un abbraccio

La raccolta delle fave nell'orto del convento ... Vedi altroVedi meno

La raccolta delle fave nellorto del convento

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Peccato che sono qui

Già le fave, è proprio il paradiso il convento 👏👏👏

Prossimo appuntamento online dal Convento Cappuccini Monterosso all'interno del percorso annuale di ritiri spirituali "La potenza silenziosa della preghiera"

Lunedì 13 aprile 2026 – ore 21
BENEDETTA CRISI
Pregare per avere il coraggio di rimanere nella crisi
Relatore: Mons. Erio Castellucci, Vescovo di Modena-Carpi e Vicepresidente della CEI

Per partecipare via Zoom, qualora non fossi già iscritto, puoi mandare una mail di richiesta a: conventomonterosso@gmail.com
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Prossimo appuntamento online dal Convento Cappuccini Monterosso allinterno del percorso annuale di ritiri spirituali La potenza silenziosa della preghiera

Lunedì 13 aprile 2026 – ore 21
BENEDETTA CRISI
Pregare per avere il coraggio di rimanere nella crisi
Relatore: Mons. Erio Castellucci, Vescovo di Modena-Carpi e Vicepresidente della CEI

Per partecipare via Zoom, qualora non fossi già iscritto, puoi mandare una mail di richiesta a: conventomonterosso@gmail.com

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E' stato registrato? e' possibile vederlo anche per chi non e' riuscito a collegarsi lo scorso lunedi?

Condivido la "Lucina della Speranza", però viviamo in un momento storico dove,per la prima volta, è Dio ad essere ignorato,la Sua presenza,il Suo riferimento,al di là di ogni Fede..

Dolce Sentire al Convento dei Cappuccini di Monterosso – a cura di Barbara Di Donato

IN VOLO SUL CUORE – Monterosso: SAVE il convento dei frati cappuccini

La trasmissione Bellitalia condotta dal giornalista Marco Hagge

Convento Monterosso
TRIPADVISOR CERTIFICATO ECCELLENZA

Un grande valore testimoniato dalle espressioni dei numerosi visitatori da tutto il mondo. Il Certificato di Tripadvisor permette al Convento e alla sua Chiesa di essere conosciuto in tutto il mondo e aiuta i visitatori italiani e stranieri a programmare una visita a Monterosso.
I ricercatori dell’autentica Bellezza qui hanno trovato quanto cercavano!

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